Sorella acqua!

“Sorella acqua, tanto humile, pretiosa e casta”
Domenica 9/10 vi aspettiamo in Piazza Amendola a Nocera Inferiore per un Flashmob a favore dell’acqua pubblica!

E’ qui la festa!

Domenica 9 Ottobre alle ore 19.30 ci sarà un’imperdibile festa per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni presso il Convento di Sant’Antonio di Nocera Inferiore. La Famiglia francescana tutta vi aspetta! Non mancate!

Voglio Cambiare!

Piersabato, 26 anni, nato a Napoli. Così presenterei mio fratello se dovessi darne i suoi dati. Numero 51, sbarcato mercoledì 30 Marzo. Così presentiamo un immigrato appena arrivato in Italia. Non solo: per lui anche un braccialetto col ciondolo a ricordarti il tuo numero, a ricordarti ciò che sei. Straziante. Giovedì 31 Marzo ci fu un nuovo sbarco ad Archi, una frazione di Reggio Calabria, dove eravamo per un’esperienza di servizio con la Gioventù Francescana di Campania e Basilicata . Io, l’indomani, mi trovai a dover cercare, tra gli oltre mille ragazzi che alloggiavano in quel centro di prima accoglienza, quelli che erano arrivati il giorno prima. E così invece di chiamarli per nome, dovevo chiamarli col numero identificativo che avevano. Il numero 51 e il numero 52 sono rimasti nel mio cuore in modo particolare. Ve li presento col loro vero nome: Mohammed e Mustafà, due ragazzi provenienti dal Marocco, il primo di 16, l’altro di 15 anni. Mohammed non sapeva parlare altra lingua se non l’arabo. Mustafà, oltre l’arabo, un po’ di francese. Era difficile comunicare con loro, eppure mi hanno donato tanto. I loro occhi pieni di speranza, belli come il sole. Davvero belli. Con Mohammed mi ritrovai a fare coppia nel gioco della panchina: dovevamo ballare e allo stop della musica io dovevo appoggiarmi sulla sua gamba e non dovevamo muoverci. Ci divertimmo tanto. Lui che il giorno prima era sbarcato in Italia dopo un viaggio disumano era lì a divertirsi con me. Oltre Mustafà e Mohammed, c’era uno dei più piccoli, che mi chiamò da parte per chiedermi se avevo il cellulare e se potevo far fare lui una telefonata. Noi non potevamo farli chiamare, non erano nemmeno ancora registrati, non si sapeva chi e dove avrebbero chiamato. Insomma, dovetti dirgli che non avevo credito. Il suo volto sconfitto me lo ricorderò per sempre, occhi delusi e nel momento in cui gli diedi la risposta negativa, si mangiò le labbra. Per rompere la freddura che si era creata pensai di dialogare ancora con lui, così gli chiesi chi doveva chiamare. Lì mi si strinse il cuore, ancora ora mi sale un nodo alla gola, mi rispose: “My dad!”. Quanto siamo crudeli noi umani. Credo di non avergli dato più risposta, ma di essere scappata dietro un albero perché non riuscivo a controllare le lacrime. Lui voleva semplicemente avvertire che era arrivato sano e salvo. Lui che non aveva più la madre e il cui padre rischiava la morte per questioni di capovillaggi. Quindi magari, oltre a dirgli che era sano e salvo, voleva sapere il padre se era ancora vivo. E tante volte, durante la permanenza in Calabria, non ho saputo mantenere le lacrime: oltre Archi, siamo stati a San Ferdinando, alla tendopoli. Lì è come un piccolo villaggio. Senza elettricità, senza acqua calda e con i bagni chimici: il degrado totale nel bel mezzo della zona industriale della città di San Ferdinando. Ogni casa era una tenda e all’interno vi vivevano una media di cinque persone. All’interno del villaggio c’era il negozio dell’acqua calda, il macellaio, il minimarket. E poi la moschea. Lì si recavano tutti, e non una volta a settimana come noi che andiamo a ringraziare il Signore una volta a settimana, e forse nemmeno. No. Cinque volte al giorno si recano in Moschea, loro che non hanno nulla e vivono letteralmente nell’immondizia. E io che ho tutto mi sento appagata quando mi reco in chiesa una volta a settimana. C’è qualcosa che non va. Voglio cambiare.

Chiara

Scuola di formazione regionale Ofs-Gifra 10 Aprile 2016

Il giorno 10 Aprile 2016 si è tenuta a Salerno la scuola di formazione regionale Ofs-Gifra della Campania Basilicata con il tema “Sulla tua parola, getterò le reti”. Durante la mattinata siamo stati guidati nelle riflessione sul tema da Fra Cyrille . Egli ci spronati a riflettere sul potere enorme della parola. Quanto la parola possa creare, distruggere , ingannare…e quanto noi stessi siamo in grado di discernere che uso facciamo della Parola. Lo stesso Pietro riconosce che ciò che dice Gesù riguardo la pesca è assurdo, però si fida: è sulla sua Parola che getta le reti, è sulla sua parola che rende la sua fede viva e fervente. Gigi Di Fraia ha portato la sua testimonianza di una vita interamente spesa all’interno della famiglia francescana e nella secolarità. Ha pienamente sposato il tema affermando lui stesso quanto la parola condivisa sia momento di dono e insegnamento. Quanto le persone e le parole possono parlarci di Dio. L’importanza di essere dei seminatori seri e non seriosi perchè la Parola si condivide nei momenti più impensabili della vita e della giornata. È stato bello suddividerci poi in gruppi con i fratelli terziari e confrontarsi su quanto la Parola per noi sia strumento di annuncio, testimonianza, preghiera e lode nelle nostre fraternità locali e in quella regionale e quali possano essere le proposte al riguardo per migliorarci sempre più. Nel pomeriggio abbiamo vissuto dei laboratori di formazione, alcuni dei quali condivisi dalla Gifra e dall’Ofs che coprivano tutti i settori di impegno della vita fraterna. A seguire abbiamo celebrato l’Eucarestia concludendo all’aperto con il mare dinanzi ai nostri occhi, come un voler affidarsi  simbolicamente all’insicurezza delle acque, perché è nell’insicurezza che Dio diventa la nostra certezza; e sulla sua Parola getteremo le reti.

Marina

Ritiro quaresimale

Domenica 13 marzo siamo andati in una struttura a San Giuseppe Vesuviano dove vengono accolti i senzatetto e altre persone bisognose.

Eccoci in viaggio

Ci siamo incontrati presso il Convento di Sant’Antonio e da lì siamo arrivati a Sarno dove abbiamo preso la circumvesuviana fino alla struttura.

Una volta li ci siamo sistemati dopodiché suor Antonella ci ha fatto visitare la struttura e ci ha illustrato il programma della giornata.

Quindi siamo andati nella cappella in adorazione dove ci siamo divisi in due gruppi: io, Domenico, Gennaro e Chiara siamo andati in cucina a preparare i vassoi per il pranzo mentre Luciana, la terziaria Marina, Elia, Marina e Bianca sono rimaste in adorazione.

Successivamente, intorno alle 11:40, ci hanno raggiunto anche loro in cucina ad eccezione di Luciana che, avendo già fatto precedentemente quest’esperienza, ha preferito restare in adorazione dando quest’occasione anche a noi.

Prima che arrivassero le persone, abbiamo apparecchiato la sala e servito il pranzo.

Quando hanno finito tutti di mangiare noi ragazze ci siamo dedicate alle pulizie e i ragazzi hanno ordinato tutto; dopodiché abbiamo consumato anche noi il nostro pranzo.

Al termine della giornata ci siamo incontrati con suor Antonella con cui abbiamo condiviso le nostre emozioni e impressioni.

Io sono rimasta molto colpita, anche perché desideravo da tempo fare un’esperienza del genere. Sinceramente non pensavo potessero esistere persone che soffrono così tanto la fame. Anche a me alcune volte capita di dire “sto morendo di fame”, ma semplicemente perché magari non mangio la mia merendina preferita. Invece mi sono resa conto che sono molto fortunata dato che ho la possibilità di mangiare tutte le volte che ne ho bisogno, visto che ci sono davvero persone che hanno la possibilità di mangiare una sola volta al giorno o che addirittura MUOIONO davvero di fame.

Francesca

 

Tutti i miei fine settimana così

Misericordia: così posso riassumere lo scorso fine settimana durante il quale ho avuto la grazia di riuscire a partecipare sia al progetto “Mani tese verso il mondo”, sia al ritiro quaresimale della mia fraternità. Sono state due esperienze di servizio: la prima vissuta il sabato mattina a Eboli presso la comunità Emmaus, la seconda vissuta la domenica mattina presso il centro della Caritas diocesana di S.Giuseppe Vesuviano. Il progetto “Mani tese verso il mondo” viene portato avanti ormai da anni a livello regionale dall’Ordine Francescano Secolare della Campania e dalla Gioventù Francescana della Campania-Basilicata; esso consiste nel far visita in vari gruppetti ai detenuti degli istituti penitenziari della Campania e portare loro una testimonianza di accoglienza e di amore. Quest’anno il gruppo a cui io ho preso parte si è recato presso una comunità di tossicodipendenti e alcoldipendenti, diversamente dagli altri anni. Quella è stata una mattinata che ha aperto i miei orizzonti, che mi ha fatto capire quanto è facile cadere in brutte strade ma nello stesso tempo quanto è grande la speranza di chi riesce ad uscirne.

Tutt’altra esperienza è stata quella vissuta presso la Caritas Diocesana di San Giuseppe Vesuviano. Lì ho avuto la possibilità, invece, di sporcarmi realmente le mani servendo il pasto al barbone, allo straniero, all’italiano che veniva a chiedercelo.

<<Quanto sono fortunata io!>> Questo il primo pensiero di ritorno da entrambe le esperienze.

<<Tutti i miei fine settimana dovrebbero essere così>>; il secondo.

Misericordia è la parola centrale perché attraverso il volto del tossicodipendente, come dell’alcoldipendente, come del barbone che ho incontrato, io ho visto il volto del Signore nostro Gesù Cristo.

E così ho capito che quest’anno Santo della Misericordia che tutti noi stiamo cercando di vivere al meglio, per me non sarà vissuto a pieno se tutti i fine settimana non li vivo così. Non per un motivo legato alle emozioni provate perché lo sappiamo bene che la fede non è fatta di emozioni, bensì perché il volto dei fratelli incontrati mi ha dato la possibilità di capire la Misericordia del Padre. Più facile di così.

Chiara

 

 

Giubileo Parrocchiale

Il giorno 5 marzo la parrocchia del Santissimo Corpo di Cristo di Nocera Inferiore ha vissuto un pomeriggio molto intenso e particolare. Tra le due Nocera si è svolto infatti il Giubileo parrocchiale che ha visto impegnata la comunità tutta e la sua guida spirituale Padre Damiano.

Dopo un breve momento di introduzione nel famoso Battistero di Nocera Superiore, i partecipanti hanno dato vita ad un pellegrinaggio che snodandosi tra le due città, accompagnato da riflessioni sulle Opere di Misericordia corporali e spirituali, era diretto verso la Cattedrale di San Prisco di Nocera Inferiore.

Una volta varcata la Porta Santa, è stata celebrata da Padre Damiano la Santa Messa solenne animata dai giovani della parrocchia e della Gioventù Francescana; la nostra  fraternità infatti vive con costanza gli impegni con i gruppi giovanili parrocchiali.

L’iniziativa è stata una grande occasione per sfruttare il grande dono di Papa Francesco , il quale ha indetto non solo un Giubileo straordinario ma ha anche dato a tutti i cristiani del mondo la possibilità di attraversare una Porta Santa, presente in ogni diocesi.

Inoltre come fraternità Gifra abbiamo potuto rimarcare il nostro senso di appartenenza nella comunità locale e diocesana.

Per tutti i partecipanti il pellegrinaggio è stato un bel momento di fede e devozione, ma bisogna ricordare che i cristiani sono chiamati alla Misericordia non solo nell’arco di quest’anno giubilare.

Le vere porte sante non sono solo quelle che ci permettono di entrare in una chiesa ma quelle che ci avvicinano al cuore dei poveri, degli ammalati e degli ultimi.

Gennaro

 

 

“iWalk” Mi basta la Tua grazia

Dentro di me ormai è una promessa: ogni anno io vado a dimorare in quel posto dove San Francesco e Santa Chiara hanno vissuto. Al ritorno da lì, come per magia, non sono me stessa; per questo non voglio passare un anno senza la mia dimora. Assisi è per me proprio questo: una casa. Lì si provano emozioni indescrivibili che nessuno può capire.

Ogni anno mi preparo a vivere la fraternità nazionale in formazione perché non vedo l’ora di rivedere tanti fratelli da tutt’ Italia; ancor di più questi ultimi anni che a farci da cornice per la durata del Convegno è la splendida Assisi.

Li al convegno si è parlato di tematiche che hanno toccato un po’ tutti noi. I momenti che principalmente hanno colpito me sono stati tre: il primo è stato quello della dinamica introspettiva vissuto il primo giorno. Esso è stato un viaggio nei ricordi partendo da una foto che ognuno aveva portato con sé di quando era piccolo; abbiamo così ricordato la nostra infanzia, adolescenza, le persone che sono state al nostro fianco e tutta la nostra vita fino ad oggi. Questo momento mi ha fatta crollare, ho sentito il mondo cadermi addosso.

Il secondo momento è stato quello in cui ognuno si è guardato allo specchio per scrutare se stesso e a me ha colpito tanto perché non è un gesto che noi giovani amiamo fare sempre; anzi quasi mai, infatti ci facciamo prendere spesso dal via vai e dalla frenesia della nostra vita e a me è servito tanto!

Il terzo momento che porto nel cuore più di tutti si è tenuto nella Basilica Inferiore: a gruppetti abbiamo rivissuto il momento della Promessa sulla tomba di San Francesco. Pronunciando il mio Eccomi proprio lì ho provato forti emozioni perché non accade tutti i giorni. In quel momento ho pensato alla mia fraternità, e nei volti dei fratelli accanto a me ho rivisto i volti dei miei fratelli rimasti a casa.

Ringrazio sempre il Signore per questi momenti di grazia che mi permette di vivere.

Elia

 

Assemblea precapitolare regionale della Gioventù Francescana

Sabato 20 e domenica 21 febbraio la Gioventù Francescana di Campania e Basilicata si è riunita a San Severino (SA) per l’Assemblea precapitolare regionale, momento questo molto importante in cui la Fraternità regionale tutta si ritrova per vivere insieme dei giorni in preparazione al Capitolo Spirituale Elettivo previsto a maggio.

Dopo gli arrivi e le sistemazioni, si è tenuta la Liturgia d’accoglienza; abbiamo affidato i pensieri custoditi nel nostro cuore al Signore mettendoci in ascolto della Parola. Ci ha accompagnato la parabola del seme perduto ed in particolare il versetto “Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa” (Mc 4,27) su cui abbiamo maturato profonde riflessioni durante i due giorni, soprattutto con l’aiuto dei frati.

Al termine della Liturgia, restando in un clima di preghiera e ascolto, è iniziata l’assemblea vera e propria durante la quale abbiamo fatto memoria di quanto vissuto finora e ci siamo confrontati riguardo nuove proposte e iniziative previste per l’anno fraterno 2016/2019 stilando insieme 6 punti cardine dai quali il neo-eletto Consiglio regionale partirà.

Dopo la cena, abbiamo vissuto in gruppi un emozionante momento di Adorazione Eucaristica in cui ci siamo affidati personalmente a Lui.

E infine la giornata si è conclusa con una bella dinamica di conoscenza che, grazie all’aiuto di semplici spunti, ci ha dato la possibilità di conoscere più a fondo anche i fratelli più lontani.

La domenica mattina Padre Pietro, un frate di Potenza, ci ha guidati in un momento di preghiera e di formazione. Ispirati dalla sua riflessione, abbiamo vissuto un deserto personale per riflettere su quanto ci eravamo detti in assemblea e poi, divisi in gruppi, abbiamo condiviso i nostri pensieri su quelli che erano i concetti chiave legati al Vangelo che ci ha fatto da guida in questo momento fraterno; quanto scaturito da questo bel momento è stato condiviso durante la Celebrazione della Messa.

Dopo un pranzo passato in allegria e spensieratezza, abbiamo vissuto un momento di testimonianza di servizio da parte di Antonio e Concetta, i nostri presidente e vicepresidente regionali e da parte degli Antonio ministro e viceministro Ofs regionali riguardo la Grazia ricevuta e vissuta in questi anni senza la quale avrebbero mancato dell’energia necessaria e indispensabile per Servirlo. Anche i frati, in particolare nella persona di fra Pietro, ci hanno spronato all’affidarci e a non avere paura di metterci in gioco perché Cristo si servirà di noi per continuare la storia di questa magica fraternità e ancora una volta i Suoi disegni saranno in grado di stupirci e sconvolgerci la vita d’Amore.

Al termine dell’incontro abbiamo pregato tutti con questa preghiera che ci accompagnerà fino alla fine di questo mandato fraterno:

“Altissimo e Glorioso Dio,

sorgente di ogni misericordia,

ti rendiamo grazie per averci chiamati

a seguirti sulle orme di S. Francesco e S. Chiara.

Semina nei nostri cuori il desiderio

di compiere ogni giorno un po’ di bene,

avvicinandoci sempre più a Te.

O dolce Signore Gesù, dono di Amore del Padre,

donaci lo spirito di povertà e umiltà,

che renda le nostre vite terreno buono

per il seme della tua Grazia.

O Spirito Santo, Luce di Verità,

guarisci il nostro cuore da ogni male,

perché cresciamo nella comunione fraterna

e amiamo soltanto Te,

e tutte le creature, in Te e per Te.

Rinnova in noi la gioia di essere

liberi ed autentici testimoni del tuo Vangelo;

donaci un cuore aperto alla tua chiamata;

infondici il coraggio di un nuovo “eccomi”

e mani pronte a sporcarsi nel servizio ai fratelli.

Noi ti supplichiamo, o Trinità beata,

per intercessione della Vergine Immacolata,

dei santi Francesco, Chiara e Rosa,

benedici e sostieni

la Gioventù Francescana di Campania e Basilicata,

ricolmando il campo dei frutti del tuo Amore.

O Signore, il tuo amore è per sempre,

non abbandonare l’opera delle tue mani.

Amen.

 

Maria e Marina


La SS. Trinità

Nella Pinacoteca del nostro Convento è esposto un bellissimo dipinto risalente alla metà del ‘500, realizzato in olio su tavola, che rappresenta una SS. Trinità. L’evoluzione dell’ iconografia delle tre Persone che compongono la Trinità è senz’altro molto lunga e strettamente legata ai cambiamenti teologici riguardanti le immagini.

All’ inizio del ‘400 Masaccio, per Santa Maria Novella, realizza la prima Trinità di questo tipo che consiste nel Dio Padre rappresentato come un vecchio con la barba bianca con le braccia spalancate che sorreggono la croce con il Figlio ormai esanime; tra il Padre e il Figlio colloca la colomba che simboleggia lo Spirito Santo.
Nella nostra tavola vi sono degli espedienti di natura tecnica, infatti molto probabilmente è stata realizzata per essere collocata in un punto molto alto della chiesa e quindi possiamo osservare che il braccio superiore della croce è molto corto, la testa del Cristo è infossata nelle spalle e la colomba dello Spirito Santo è spostata sul braccio destro della croce. Il tutto concorre all’ottimizzazione dello spazio e al dare una corretta visualizzazione delle proporzioni delle figure rappresentate in modo da rendere tutto perfettamente simmetrico ed anatomico per chi osservava il dipinto dal basso. Sostare davanti a quest’opera dona un senso di speranza; il centro è il Cristo morto per noi sempre sorretto dall’ amore del Padre che segue i suoi figli con lo sguardo e lo Spirito Santo che illumina tutto e tutti con il suo candore facendo avvertire la vera pace.
La pinacoteca di Sant’Antonio sarà eccezionalmente visitabile domenica 28 febbraio a partire dalle 9.30 grazie all’evento ” Romanticamente in Arte” che avrà luogo presso il nostro Convento.

 

Raffaele