Monthly Archives: August 2012

POVERI DI TEMPO

Un tempo le “opere e i giorni” ripetevano se stessi. Depositario del sapere era il vecchio, sazio di vita, che molto aveva visto. Oggi il tempo non ripete più se stesso: è come una freccia scagliata nei cieli infiniti, per cui l’ansia delle novità, che non riusciamo a controllare nella loro successione rapida ed assillante, non porta alla sazietà della vita, ma alla stanchezza dell’esistere, facendo  prevalere la pulsione della morte. Eppure, nel succedersi frenetico degli eventi e delle mode, è possibile non perdere l’orientamento se arriviamo a concepire il tempo come necessario confine dell’eternità, dalla quale arriva la risonanza di ciò che si spera e ci dà fiducia per non restare schiacciati dalla brevità del respiro. Il tempo si arrotola veloce e si consuma nell’inefficacia dell’ieri. Siamo veramente poveri di tempo. In questa successione veloce degli anni è importante imparare ad uscire dall’IO e incuriosirsi dei mondi degli altri per acquistare equilibrio, ponderazione, prudenza, carità, dolcezza del non morire anticipatamente di noia, di indifferenza, di tristezza per il terrore dell’inutilità. La coscienza del tempo breve ci porta a ridurlo ulteriormente bruciandolo con uno stile di vita frenetico e drammatizzando ogni indizio di declino, con il rischio di morire sconosciuti a noi stessi.

IL FASCINO DI FRANCESCO: ESSERE TERZIARI FRANCESCANI OGGI

Quando nel 1982, Sandro Pertini, Presidente della Repubblica italiana, fu condotto nella cripta per visitare la tomba di san Francesco e qualcuno cominciò a spiegargli il significato di quel luogo, il Presidente portò un dito alle labbra e rimase a contemplare in silenzio. Una volta risalito, il presidente disse al gruppo: “Credetemi: noi, con tutte le nostre parole, abbiamo ben poco da dire: quest’uomo che è morto da più di sette secoli e mezzo, invece, non smette di parlare”. Ebbene sì, molti continuano a cercare Francesco anche oggi perché lui continua a parlare. Ha ancora tanto da offrire, tanto da insegnare: è la sapienza della croce di Cristo. Francesco, il maestro di Assisi, è un’alternativa all’avidità, al materialismo e alla ricerca sfrenata del piacere: ha dato il via ad un gigantesco movimento di fede, ritornando all’esempio di Cristo nel Vangelo. Tanti di noi, che l’abbiamo incontrato già da diversi anni, non smettiamo mai di ammirare la sua capacità di servire il Signore in maniera semplice. Quella semplicità, sorella della Regina Sapienza che confonde la sapienza degli uomini. La santa semplicità mantiene la sapienza pura e umile; non si mette in mostra come la sapienza del mondo che vuole conoscere per trarne gloria, ricompensa e potere; no, questa sapienza è pura e umile e si mette al servizio della carità.

L’ESPERIENZA DI SAN FRANCESCO

Non è facile parlare di Francesco, della sua straordinaria esperienza, appunto perché è tale; ma è importante, secondo me, soffermarci sulla sua testimonianza e metterla a fuoco per capirne, attraverso di essa la grandezza di San Francesco.

Il Santo scrive nel testamento varie espressioni:

“…Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza…”

“…E il Signore mi dette tale fede nelle chiese…”

“…Poi il Signore mi dette e mi da una cosi grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana …”

“…Il Signore mi rivelo che dicessimo questo saluto:”Il Signore ti dia la pace!”

“…Il Signore mi ha dato di dire e di scrivere con semplicità e purezza la Regola…”

ORDINE FRANCESCANO SECOLARE: UNA VIA PER I LAICI

Parlare di Ordine Francescano Secolare (Ofs) significa parlare del primo grande movimento laicale della storia della Chiesa, il movimento che, anticipando di otto secoli l’ecclesiologia del Vaticano II, ha promosso una vita più piena di Chiesa, promuovendo proprio la vita del laico.
E’ un Ordine presente oggi in tutto il mondo con circa un milione di aderenti e si estende come proposta di cammino francescano anche ai giovani (Gi.fra) e ai ragazzi (Araldinato) con appositi itinerari di fede.
La finalità dell’Ofs è vivere da cristiani nel mondo seguendo le orme del Santo di Assisi. Quindi il suo programma non si identifica in qualche opera di assistenza, o di carità, o di devozione; tanto meno consiste nel coltivare una specie di “supercristianesimo”, cui accedono i cosiddetti “buoni cristiani” per un ulteriore affinamento delle proprie virtù. L’Ofs è un modo, una via per essere cristiani, perché in definitiva è questa l’avventura più grande e più ardua per ogni uomo. Un’avventura che è da vivere in un recupero continuo di fedeltà a Dio e, per un laico francescano, è un’avventura da vivere facendo del proprio quotidiano, della vita nel mondo, un terreno di rimando a Dio, di riconciliazione a Dio.