Preghiera di Fraternità per l’Ammalato 12 ottobre 2012 “Àlzati e va’, la tua fede ti ha salvato” (Lc. 17, 19)

 

P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen.

P. Carissimi fratelli e sorelle, la divina provvidenza ci ricorda che l’immenso amore di Dio ci sostiene anche nelle circostanze difficili. La nostra preghiera sale al cielo per invocare la luce dello Spirito, affinché sostenga coloro che soffrono e guidi i nostri passi nell’assistere gli infermi.

Atto penitenziale

P. Raccogliamoci in silenzio e chiediamo perdono per i nostri peccati, per poter ascoltare con cuore sincero la Parola del Signore e incarnarla nella nostra vita.

 

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. T. Amen.

 

Signore, pietà.

T. Signore, pietà.

Cristo, pietà.

T. Cristo, pietà.

Signore, pietà

T. Signore, pietà.

Segue un breve momento di silenzio.

P. Preghiamo.

Signore nostro Dio, che hai fatto della Vergine Maria il modello di chi accoglie la tua Parola e la mette in pratica, apri il nostro cuore alla beatitudine dell’ascolto, e con la forza del tuo Spirito fa’ che noi pure diventiamo luogo santo in cui la tua Parola di salvezza oggi si compie.             Per Cristo nostro Signore.  T. Amen.

 

Ascoltiamo la Parola del Signore

dal Vangelo secondo Luca                                                   (Lc 17, 11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”.

E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”.

E gli disse: “Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”.

Parola del Signore

T. Lode a te, o Cristo

 

Salmo responsoriale (Sal 138)

 

Rit. Misericordias domini, in aeternum cantabo. (cantando)

 

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo. R/.

 

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza. R/.

 

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,

quando ascolteranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore:

grande è la gloria del Signore! R/.

 

Perché eccelso è il Signore,

ma guarda verso l’umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano. R/.

 

Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;

contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano

e la tua destra mi salva. R/.

 

Il Signore farà tutto per me.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l’opera delle tue mani. R/.

 

– dal Messaggio del Santo Padre per la XX Giornata Mondiale del Malato

In quest’anno, vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica.

L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2 ,1-12). La fede di quell’unico lebbroso che, vedendosi sanato, pieno di stupore e di gioia, a differenza degli altri, ritorna subito da Gesù per manifestare la propria riconoscenza, lascia intravedere che la salute riacquistata è segno di qualcosa di più prezioso della semplice guarigione fisica, è segno della salvezza che Dio ci dona attraverso Cristo; essa trova espressione nelle parole di Gesù: la tua fede ti ha salvato. Chi, nella propria sofferenza e malattia, invoca il Signore è certo che il Suo amore non lo abbandona mai, e che anche l’amore della Chiesa, prolungamento nel tempo della sua opera salvifica, non viene mai meno. La guarigione fisica, espressione della salvezza più profonda, rivela così l’importanza che l’uomo, nella sua interezza di anima e di corpo, riveste per il Signore. Ogni Sacramento, del resto, esprime e attua la prossimità di Dio stesso, il Quale, in modo assolutamente gratuito, «ci tocca per mezzo di realtà materiali …, che Egli assume al suo servizio, facendone strumenti dell’incontro tra noi e Lui stesso» (n. 1).

 

Pausa di riflessione

 

Preghiera dei fedeli

 

C. Al Signore, sorgente di ogni dono, rendiamo grazie con tutto il cuore e con fiducia rivolgiamo la nostra preghiera, perché effonda il suo Spirito e ci renda creature rinnovate dalla grazia.

Rit.: Ascolta, Signore, la voce dei tuoi fedeli.

 

Per la Chiesa: affinché sappia offrire all’umanità del nostro tempo la testimonianza della fede nel Dio di Gesù Cristo e della comunione fraterna ed essere, così, segno di condivisione e di consolazione per l’umanità sofferente. Preghiamo.

 

Perché con spirito di fede tutti riconosciamo il bisogno di essere risanati e impariamo ad aprire il cuore a Dio per incontrare la salvezza e sperimentare la gioia di una pienezza di vita. Preghiamo.

 

Per gli operatori sanitari e pastorali che accompagnano, sostengono e assistono i malati: perché contribuiscano con la loro generosità e dedizione nella cura a far sorgere la stella della speranza nel cuore delle persone. Preghiamo.

 

Per gli ammalati, specialmente quelli più fragili: perché sperimentino la forza risanatrice dei sacramenti, segni efficaci della presenza e della grazia del Signore. Preghiamo

Per la nostra fraternità e per tutti noi qui presenti: perché, riconoscendo i numerosi benefici che riceviamo dalla bontà divina, viviamo in rendimento di grazie e di lode al Signore. Preghiamo.

 

P. Padre misericordioso, volgi il tuo sguardo benigno su tutti coloro che soffrono, perché nell’esperienza del limite umano si uniscano più intimamente a te, e annunzino al mondo la speranza che nasce dal Cristo crocifisso e risorto.

Benedici coloro che si dedicano a servizio degli infermi e suscita in quanti godono del dono prezioso della salute l’attenzione vigile e affettuosa verso il sofferente e l’umiltà di porsi alla scuola del malato, nel quale Tu ti identifichi e ti rendi presente.                                         Per Cristo nostro Signore.  T. Amen.

 

Preghiera per l’Ammalato (tutti)

 

Padre, sorgente di ogni dono,                                   La grazia del Tuo Spirito

a Te affidiamo la nostra vita,                                    risani le nostre ferite

nella certezza del Tuo amore.                               e sostenga la nostra speranza.

 

Accresci la nostra fede Maria,                       Salute degli infermi,

perché possiamo riconoscere in Gesù        veglia sul nostro cammino

il nostro unico Salvatore.                               e intercedi per noi. Amen!

 

T. Padre nostro.

 

P. Preghiamo

O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo un disegno di amore, per l’intervento della Vergine Maria, madre del tuo Figlio, allontana da noi ogni male e donaci ciò che giova al nostro vero bene. Per Cristo nostro Signore. T. Amen.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

 

Canto COME MARIA

 

1. Vogliamo vivere Signore   R. Vogliamo vivere        3. Accetta dalle nostre mani
offrendo a te la nostra vita        come Maria               come un’offerta a Te gradita
con questo pane e questo vino  l’irraggiungibile                i desideri di ogni cuore
accetta quello che noi siamo.   la Madre amata              le ansie della nostra vita.
                                                  che vince il mondo
2. Vogliamo vivere Signore     con l’amore                   4. Vogliamo vivere Signore
abbandonati alla tua voce       e offrire sempre                    accesi dalle tue parole
staccati dalle cose vane           la Tua vita                     per riportare in ogni uomo
fissati nella vita vera.              che viene dal Cielo.  la fiamma viva del tuo amore.