Messaggio d’Avvento 2012 del Vescovo Giuseppe Giudice

Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? (Lc 18, 8 )

Sorelle e Fratelli,

questa domanda di Gesù ci fa entrare nel tempo dell’Avvento con una coscienza sempre più lucida e con la consapevolezza, giocata sulla sua Parola, che Egli verrà.

La vita non è una sala d’attesa che noi, allergici alle attese, cerchiamo sempre di evitare; ma è il luogo dell’incontro per accogliere Colui che ritorna.

È venuto una prima volta nell’umiltà della carne a Betlemme; tornerà nella gloria per donarci cieli nuovi e terra nuova; nel frattempo, che è il nostro tempo, viene oggi in ogni uomo e in ogni tempo.

Ecco, il mistero e la bellezza dell’Avvento: è venuto, viene, verrà.

Sant’Agostino ci esorta: “Non poniamoci contro la prima venuta per non dover poi temere la seconda” (dal commento sui Salmi di Sant’Agostino Vescovo).

E quando tornerà vuole trovare la fede sulla terra; per questo siamo invitati a passare dalla pastorale degli eventi, che appesantisce e distrae, alla pastorale degli avventi, che dona occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli.

Ed è all’Ascolto che vogliamo esercitarci nel tempo di Avvento: tendere l’orecchio verso il cielo per ascoltare le cose di Dio e, nel contempo, tendere l’orecchio verso la terra per ascoltare i gemiti, le richieste, le sofferenze e i canti dei fratelli e delle sorelle, che ci camminano accanto.

La fede, che Egli vuole trovare tornando, nasce dall’ascolto (Rm 10, 17) serio e puntuale della Parola di Dio e si fa fede operosa nell’ascolto delle parole dell’uomo.

Vuole trovare una fede, che è affidamento senza calcolo, gratuito; un vero abbandono in Dio, roccia su cui costruire e lievito della vita.

Vuole trovare una fede gioiosa, fanciulla, semplice, bella e festosa.

Vuole trovare nella nostra Chiesa, nel Pastore e nei pastori e in ogni credente, una fede proposta con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza (1Pt 3, 15-16).

Vuole trovare la fede che, nel tempo, ha trasmesso ed ha lasciato trasmettere alla sua Chiesa.

Venendo, Colui che sempre ritorna, vuole trovare una liturgia bella come una palestra di fede; una catechesi ricca e fantasiosa per educare al pensiero di Cristo (1Cor 2, 16); una carità calda e attenta, che non rimanda a domani, e non scaduta a semplice caritas, stanca distribuzione di ciò che non dono e non mi costa.

Venendo, Colui che sempre ritorna, vuole trovare in ogni casa e in ogni chiesa il cuore in ascolto, la tenerezza, la stretta di mano, lo sguardo che parla, la gioia di stare gratuitamente insieme.

Venendo, Colui che sempre ritorna, vuole trovarci vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode, come Maria, donna d’Avvento.

Vieni! Sì, vengo presto!

Amen. Vieni, Signore Gesù. (Ap 22, 20).

 

† Giuseppe, Vescovo

25 novembre 2012
Solennità di Cristo Re dell’Universo