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Convengo sull’inquinamento dell’Agro e gli effetti sulla salute

Laudato si mi Signore

per sora nostra madre Terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba…

E’ con convegno 3questo versetto tratto dal Cantico delle Creature che vogliamo introdurvi un evento che la settimana scorsa si è tenuto nel nostro Convento: il Comitato No Vasche No Inquinamento Si alla messa in sicurezza del Fiume Sarno in collaborazione con l’Ordine Francescano Secolare del Convento di S.Antonio ha organizzato un convegno sull’inquinamento dell’Agro e gli effetti sulla salute, tenutosi lo scorso venerdì 24 Ottobre.

Il Convegno si è aperto con il saluto di P.Michele, superiore del Convento che ha ospitato l’evento; P.Michele si è mostrato orgoglioso per il tema affrontato, e speranzoso affinchè qualcosa possa, da questi piccoli incontri, cominciare a cambiare.

convegno2Durante la serata ci sono stati vari interventi rilevanti, tra cui: il prof. Benedetto De Vivo che ha illustrato un suo lavoro di geo-mappatura dei siti inquinati dal quale emergeva che molti elementi che si ritengono inquinanti sono “parte della Natura” e che spesso, l’allarmismo fatto sulla contaminazione del coltivato è infondato; posizione in netto contrasto con quanto ci ha poi esposto il prof. Rocco De Prisco parlando della differente capacità di assorbimento di molte piantagioni, in particolare quelle con produzione di frutto dove l’inquinante si fermerebbe nelle foglie, svolgendo così anche un’ azione filtrante, tant’è che ha portato ad esempio uno studio da lui svolto al CNR sui pomodori coltivati su terreni inquinati e non. Interviene, poi, anche il neo-presidente della provincia di Salerno, dott. Canfora che, nel suo intervento cita la Cina e l’inquinamento avutosi in seguito alle scorse Olimpiadi. Dopo di lui, interviene anche il sindaco di Nocera, avv. Manlio Torquato, che parla di difesa del suolo e della salute e sottolinea che difende la tesi del Comitato NO VASCHE: secondo lui non si può parlare nemmeno di cementificare le vasche perchè così si sottrarrebbe per sempre del terreno alla città. Di seguito interviene il dott. Luigi Montano, il quale si concentra sull’incrementconvegno1o dell’inquinamento che c’è stato negli anni sulla Terra. Interviene successivamente il prof. De Prisco che espone una carrellata di documenti, molti tratti da studi stranieri, che fanno evincere quanto sia preoccupante l’inquinamento che gravita intorno all’Agro. Chiude il nostro confratello, terziario francescano, Emiddio Ventre che lancia l’allarme per la presenza di tetracloroetilene in un pozzo a Castel san Giorgio, cosa che potrebbe significare l’inquinamento delle falde dall’area di Solofra / Montoro, dove ultimamente si è verificata la chiusura di approvvigionamento d’acqua potabile proprio per tale inquinamento.

Da francescani ci sentiamo i primi responsabili del forte inquinamento della nostra Terra: si può fare di più, si deve fare di più! L’impegno è quello di dare testimonianza, partendo dalla nostra quotidianità, di un mondo nuovo, di un nuovo modo di affrontare la vita nel rispetto dell’altro e nel rispetto della Natura.

L’Ordine Francescano Secolare

Pellegrinaggio a Ravello

 SAM_1266Si è tenuto ieri nella bella cornice della città di Ravello il pellegrinaggio della Comunità francescana del Convento di S.Antonio. Proprio ieri perché cadeva la festività del Beato Bonaventura da Potenza, morto a Ravello nel 1711 e dichiarato Beato nel 1775 da Papa Pio VI, e il cui corpo è custodito sotto l’altare maggiore della Chiesa di San Francesco. Proprio in questa chiesa siamo stati ospitati: ci ha accolti Padre Francesco, superiore del Convento e come primo momento abbiamo vissuto insieme la preghiera delle lodi; subito dopo l’Ordine Francescano secolare, guidati da P.Michele, ha vissuto un momeSAM_1211nto di formazione e riflessione in vista del Capitolo Elettivo, e la Gioventù Francescana, invece, una mattinata di fraternità alla riscoperta del francescanesimo della città di Ravello.Il momento di formazione che la fraternità OFS ha tenuto è stato incentrato sull’obbedienza, prendendo come primo esempio il Beato Bonaventura che con la sua vita ha incarnato l’obbedienza tanto cara anche al poverello d’Assisi.

 Ci siamo poiSAM_1262 riuniti tutti insieme per il momento della Celebrazione Eucaristica alle ore12, orario in cui anche i fratelli che sono rimasti a Nocera hanno vissuto la Celebrazione Eucaristica: eravamo quindi uniti nella preghiera! A seguire abbiamo vissuto il pranzo insieme condividendo il cibo con gli altri fratelli.

Il pomeriggio, guidati da P.Michele, abbiamo visitato il Monastero delle Clarisse di Ravello, ubicato a pochi metri di distanza dal Convento dove eravamo: lì siamo stati accolti dalla Madre Badessa che ci ha portato la sua testimonianza di vita al servizio del Signore e dei fratelli. Le sue parole ci hanno toccato l’animo, ci ha donato tanta forza per servire il mondo:

“Quando le persone estranee guardano noi, claustrali, o guardano i fratelli del primo ordine, si aspettano sempre una parola di novità, una testimonianza di verità! Ecco quando le persone estranee guardano voi fratelli del terzo ordine e della Gioventù Francescana, anche in voi devono rispecchiare la novità e la verità del Signore. Noi francescani, in questo tempo più che mai, stiamo rivivendo il tempo di San Francesco; questo periodo è un tempo di crisi soprattutto dei valori! Noi dobbiamo essere capaci di portare un cambiamento. Io e le mie sorelle nel giorno del Signore, in cui interrompiamo il silenzio che durante la settimana tra di noi custodiamo, proprio questa domanda ci poniamo: come noi claustrali possiamo essere portatrici di cambiamento e di speranza nel mondo di oggi? Ecco cerchiamo di porci tutti questa domanda. Assicurandoci preghiera reciproca troveremo la risposta!”

 

A seguire sSAM_1351iamo stati a visitare la città di Ravello, che tanto ha da insegnarci perché è tanto impregnata di francescanesimo. La giornata si è conclusa con un momento di gioia tra canti e balli alla fine dei quali siamo rientratia casa.

 Angela Di Lauro

 

 

Beato Bonaventura – Chiesa di San Francesco a Ravello

Ieri, 26 Ottobre, nel calendario dei santi e beati francescani, si ricordava il Beato Bonaventura da Potenza, il cui corpo è custodito38___Convento_S._Francesco presso la Chiesa di San Francesco in un’urna ai piedi dell’altare. La Chiesa di San Francesco è parte integrante del “Complesso Monumentale San Francesco”. Fu edificata nel sec. XIII su una preesistente chiesetta e dedicata a San Giovanni Battista. Detta chiesetta si ritrova menzionata in una pergamena del 24 gennaio 1177, concernente la locazione enfiteutica di un vigneto, sito a Tramonti, nel casale Corsano, appartenente alla medesima chiesa che, in quell’anno, era retta dall’abate don Giovanni Rufolo, in seguito vescovo di Ravello.

Il complesso monumentale San Francesco consta di:Complesso09 illuminato
– un chiostro in origine in stile gotico, poi rimaneggiato in stile barocco. Esso è avvolto da solare luminosità e tacita francescana armonia.
– una biblioteca che come patrimonio bibliografico custodisce fondi antichi e moderni: manoscritti, cinquecentine, alcune delle quali rare, e preziosi corali. La sua consistenza è in continuo incremento; attualmente consta di circa quarantamila volumi.
– ampi spazi per ospitare gruppi per ritiri spirituali.

Come citato sopra, nella chiesa conventuale annessa al convento sono custodite le spoglie di una grande figura francescana, il Beato Bonaventura da Potenza, morto a Ravello nel 1711. Questo Santo operò intensamente sul territorio della costiera amalfitana: nacque a Potenza come Antonio Carlo Gerardo Lavanga nel 1651, entrò tra i Minori conventuali a 15 anni. Girò per tanti conventi campani: Aversa, Maddaloni, Amalfi, Ischia, Nocera Inferiore (vi fu maestro dei novizi), Sorrento, Napoli e, infine, Ravello, dove morì per una cancrena. Fu esempio di umiltà. Ma, pur non essendo dotto, colpiva anche per la profondità teologica della sua predicazione. A lui sono attribuiti numerosi prodigi. Vide l’anima della sorella salire in cielo, guarì un lebbroso. A Napoli, nel convento di Sant’Antonio a Porta Medina, il suo misticismo si manifestò con numerose elevazioni da terra. Si prodigò anche per gli appestati. È beato dal 1775.

beato