Beato Bonaventura – Chiesa di San Francesco a Ravello

Ieri, 26 Ottobre, nel calendario dei santi e beati francescani, si ricordava il Beato Bonaventura da Potenza, il cui corpo è custodito38___Convento_S._Francesco presso la Chiesa di San Francesco in un’urna ai piedi dell’altare. La Chiesa di San Francesco è parte integrante del “Complesso Monumentale San Francesco”. Fu edificata nel sec. XIII su una preesistente chiesetta e dedicata a San Giovanni Battista. Detta chiesetta si ritrova menzionata in una pergamena del 24 gennaio 1177, concernente la locazione enfiteutica di un vigneto, sito a Tramonti, nel casale Corsano, appartenente alla medesima chiesa che, in quell’anno, era retta dall’abate don Giovanni Rufolo, in seguito vescovo di Ravello.

Il complesso monumentale San Francesco consta di:Complesso09 illuminato
– un chiostro in origine in stile gotico, poi rimaneggiato in stile barocco. Esso è avvolto da solare luminosità e tacita francescana armonia.
– una biblioteca che come patrimonio bibliografico custodisce fondi antichi e moderni: manoscritti, cinquecentine, alcune delle quali rare, e preziosi corali. La sua consistenza è in continuo incremento; attualmente consta di circa quarantamila volumi.
– ampi spazi per ospitare gruppi per ritiri spirituali.

Come citato sopra, nella chiesa conventuale annessa al convento sono custodite le spoglie di una grande figura francescana, il Beato Bonaventura da Potenza, morto a Ravello nel 1711. Questo Santo operò intensamente sul territorio della costiera amalfitana: nacque a Potenza come Antonio Carlo Gerardo Lavanga nel 1651, entrò tra i Minori conventuali a 15 anni. Girò per tanti conventi campani: Aversa, Maddaloni, Amalfi, Ischia, Nocera Inferiore (vi fu maestro dei novizi), Sorrento, Napoli e, infine, Ravello, dove morì per una cancrena. Fu esempio di umiltà. Ma, pur non essendo dotto, colpiva anche per la profondità teologica della sua predicazione. A lui sono attribuiti numerosi prodigi. Vide l’anima della sorella salire in cielo, guarì un lebbroso. A Napoli, nel convento di Sant’Antonio a Porta Medina, il suo misticismo si manifestò con numerose elevazioni da terra. Si prodigò anche per gli appestati. È beato dal 1775.

beato