Monthly Archives: March 2016

Ritiro quaresimale

Domenica 13 marzo siamo andati in una struttura a San Giuseppe Vesuviano dove vengono accolti i senzatetto e altre persone bisognose.

Eccoci in viaggio

Ci siamo incontrati presso il Convento di Sant’Antonio e da lì siamo arrivati a Sarno dove abbiamo preso la circumvesuviana fino alla struttura.

Una volta li ci siamo sistemati dopodiché suor Antonella ci ha fatto visitare la struttura e ci ha illustrato il programma della giornata.

Quindi siamo andati nella cappella in adorazione dove ci siamo divisi in due gruppi: io, Domenico, Gennaro e Chiara siamo andati in cucina a preparare i vassoi per il pranzo mentre Luciana, la terziaria Marina, Elia, Marina e Bianca sono rimaste in adorazione.

Successivamente, intorno alle 11:40, ci hanno raggiunto anche loro in cucina ad eccezione di Luciana che, avendo già fatto precedentemente quest’esperienza, ha preferito restare in adorazione dando quest’occasione anche a noi.

Prima che arrivassero le persone, abbiamo apparecchiato la sala e servito il pranzo.

Quando hanno finito tutti di mangiare noi ragazze ci siamo dedicate alle pulizie e i ragazzi hanno ordinato tutto; dopodiché abbiamo consumato anche noi il nostro pranzo.

Al termine della giornata ci siamo incontrati con suor Antonella con cui abbiamo condiviso le nostre emozioni e impressioni.

Io sono rimasta molto colpita, anche perché desideravo da tempo fare un’esperienza del genere. Sinceramente non pensavo potessero esistere persone che soffrono così tanto la fame. Anche a me alcune volte capita di dire “sto morendo di fame”, ma semplicemente perché magari non mangio la mia merendina preferita. Invece mi sono resa conto che sono molto fortunata dato che ho la possibilità di mangiare tutte le volte che ne ho bisogno, visto che ci sono davvero persone che hanno la possibilità di mangiare una sola volta al giorno o che addirittura MUOIONO davvero di fame.

Francesca

 

Tutti i miei fine settimana così

Misericordia: così posso riassumere lo scorso fine settimana durante il quale ho avuto la grazia di riuscire a partecipare sia al progetto “Mani tese verso il mondo”, sia al ritiro quaresimale della mia fraternità. Sono state due esperienze di servizio: la prima vissuta il sabato mattina a Eboli presso la comunità Emmaus, la seconda vissuta la domenica mattina presso il centro della Caritas diocesana di S.Giuseppe Vesuviano. Il progetto “Mani tese verso il mondo” viene portato avanti ormai da anni a livello regionale dall’Ordine Francescano Secolare della Campania e dalla Gioventù Francescana della Campania-Basilicata; esso consiste nel far visita in vari gruppetti ai detenuti degli istituti penitenziari della Campania e portare loro una testimonianza di accoglienza e di amore. Quest’anno il gruppo a cui io ho preso parte si è recato presso una comunità di tossicodipendenti e alcoldipendenti, diversamente dagli altri anni. Quella è stata una mattinata che ha aperto i miei orizzonti, che mi ha fatto capire quanto è facile cadere in brutte strade ma nello stesso tempo quanto è grande la speranza di chi riesce ad uscirne.

Tutt’altra esperienza è stata quella vissuta presso la Caritas Diocesana di San Giuseppe Vesuviano. Lì ho avuto la possibilità, invece, di sporcarmi realmente le mani servendo il pasto al barbone, allo straniero, all’italiano che veniva a chiedercelo.

<<Quanto sono fortunata io!>> Questo il primo pensiero di ritorno da entrambe le esperienze.

<<Tutti i miei fine settimana dovrebbero essere così>>; il secondo.

Misericordia è la parola centrale perché attraverso il volto del tossicodipendente, come dell’alcoldipendente, come del barbone che ho incontrato, io ho visto il volto del Signore nostro Gesù Cristo.

E così ho capito che quest’anno Santo della Misericordia che tutti noi stiamo cercando di vivere al meglio, per me non sarà vissuto a pieno se tutti i fine settimana non li vivo così. Non per un motivo legato alle emozioni provate perché lo sappiamo bene che la fede non è fatta di emozioni, bensì perché il volto dei fratelli incontrati mi ha dato la possibilità di capire la Misericordia del Padre. Più facile di così.

Chiara

 

 

Giubileo Parrocchiale

Il giorno 5 marzo la parrocchia del Santissimo Corpo di Cristo di Nocera Inferiore ha vissuto un pomeriggio molto intenso e particolare. Tra le due Nocera si è svolto infatti il Giubileo parrocchiale che ha visto impegnata la comunità tutta e la sua guida spirituale Padre Damiano.

Dopo un breve momento di introduzione nel famoso Battistero di Nocera Superiore, i partecipanti hanno dato vita ad un pellegrinaggio che snodandosi tra le due città, accompagnato da riflessioni sulle Opere di Misericordia corporali e spirituali, era diretto verso la Cattedrale di San Prisco di Nocera Inferiore.

Una volta varcata la Porta Santa, è stata celebrata da Padre Damiano la Santa Messa solenne animata dai giovani della parrocchia e della Gioventù Francescana; la nostra  fraternità infatti vive con costanza gli impegni con i gruppi giovanili parrocchiali.

L’iniziativa è stata una grande occasione per sfruttare il grande dono di Papa Francesco , il quale ha indetto non solo un Giubileo straordinario ma ha anche dato a tutti i cristiani del mondo la possibilità di attraversare una Porta Santa, presente in ogni diocesi.

Inoltre come fraternità Gifra abbiamo potuto rimarcare il nostro senso di appartenenza nella comunità locale e diocesana.

Per tutti i partecipanti il pellegrinaggio è stato un bel momento di fede e devozione, ma bisogna ricordare che i cristiani sono chiamati alla Misericordia non solo nell’arco di quest’anno giubilare.

Le vere porte sante non sono solo quelle che ci permettono di entrare in una chiesa ma quelle che ci avvicinano al cuore dei poveri, degli ammalati e degli ultimi.

Gennaro

 

 

“iWalk” Mi basta la Tua grazia

Dentro di me ormai è una promessa: ogni anno io vado a dimorare in quel posto dove San Francesco e Santa Chiara hanno vissuto. Al ritorno da lì, come per magia, non sono me stessa; per questo non voglio passare un anno senza la mia dimora. Assisi è per me proprio questo: una casa. Lì si provano emozioni indescrivibili che nessuno può capire.

Ogni anno mi preparo a vivere la fraternità nazionale in formazione perché non vedo l’ora di rivedere tanti fratelli da tutt’ Italia; ancor di più questi ultimi anni che a farci da cornice per la durata del Convegno è la splendida Assisi.

Li al convegno si è parlato di tematiche che hanno toccato un po’ tutti noi. I momenti che principalmente hanno colpito me sono stati tre: il primo è stato quello della dinamica introspettiva vissuto il primo giorno. Esso è stato un viaggio nei ricordi partendo da una foto che ognuno aveva portato con sé di quando era piccolo; abbiamo così ricordato la nostra infanzia, adolescenza, le persone che sono state al nostro fianco e tutta la nostra vita fino ad oggi. Questo momento mi ha fatta crollare, ho sentito il mondo cadermi addosso.

Il secondo momento è stato quello in cui ognuno si è guardato allo specchio per scrutare se stesso e a me ha colpito tanto perché non è un gesto che noi giovani amiamo fare sempre; anzi quasi mai, infatti ci facciamo prendere spesso dal via vai e dalla frenesia della nostra vita e a me è servito tanto!

Il terzo momento che porto nel cuore più di tutti si è tenuto nella Basilica Inferiore: a gruppetti abbiamo rivissuto il momento della Promessa sulla tomba di San Francesco. Pronunciando il mio Eccomi proprio lì ho provato forti emozioni perché non accade tutti i giorni. In quel momento ho pensato alla mia fraternità, e nei volti dei fratelli accanto a me ho rivisto i volti dei miei fratelli rimasti a casa.

Ringrazio sempre il Signore per questi momenti di grazia che mi permette di vivere.

Elia