La Biblioteca

Nel 1954 viene costituita la Biblioteca “S. Antonio Dottore”. La Biblioteca è sempre stata una presenza di grande rilievo per il convento. Durante i secoli XVI-XVIII, infatti, il convento accoglieva lo Studio Provinciale con importanti maestri, quale il Padre Maestro Ambrogio Mauri, insigne professore del 1600, e la biblioteca disponeva di un gran numero di libri, sicuramente amanuensi, ricordati dai cronisti francescani, a disposizione degli studenti e di quanti frequentavano questo importante sito di cultura.

Purtroppo oggi, sia per l’incendio del 1638 ed anche a causa delle continue spoliazioni verificatesi durante il decennio di occupazione francese (1808-1815) e durante il periodo delle leggi di soppressioni piemontesi (1866), gran parte di tale fondo è andato perso; ciò nonostante, attualmente la biblioteca “S. Antonio dottore” dispone di un patrimonio librario di oltre ventimila volumi, oltre ad importanti, quanto rari, testi antichi.
Fra questi vi è un Codice miniato, composto tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300. Esso contiene cinque libri di Decretali fatte raccogliere da papa Gregorio IX (1227-1241), e compilate dal suo cappellano Raimondo di Penafort (futuro Padre Generale dei Domenicani) ed il commento al decretalista Bernardo da Parma, morto nel 1266. Vi sono inoltre due incunaboli del 1481-1482.

Quello del 1481, è stato stampato a Pavia da Francesco de Girardenghis, e contiene Decretali emendate da un Abate di Sicilia; l’incunabolo del 1482, è stato stampato a Venezia da Antonio de Strada di Cremona e contiene la Summa Teologica (prima parte di s. Tommaso D’Aquino).
A questi importanti testi si aggiungono altri quattro manoscritti, di cui due provenienti dal fondo di una boblioteca jugoslava, attualmente estinta, la Biblioteca della famiglia Casnacich:
– la Praxis Judioiaria di Nicola Giovanni de Bona, di pagine 105, redatto alla fine del secolo XVIII;
– Felicitate Lamannais: il libro del popolo, scritto da Don Emidio Lapi, di 124 pagine, del 1840;
– il trattato della vera rivelazione, di omonimo, di 200 pagine;
– gli Statuta Ragusina, del XVIII secolo.

Sono inoltre conservate:
a) trentatrè cinquecentine, tra cui un’edizione del 1557 della Schola (Medica) Salernitana e un’edizione del 1586 della Descrittore del Regno di Napoli di Scipione Mazzella Napolitano;
b) trentaquattro seicentine, tra cui i quattro volumi del biblista gesuita Sebastiani Bonadii, Olisiponensis e Societate Jesu… Commentaria in evangelicam historiam, Venetii, apud Jacobum de Franciscis, 1613 e i tre volumi di Giovanni Antonio Summonte della Historia della Città e Regno di Napoli, in Napoli presso Antonio Bulifon, 1675;
c) duecentosessantanove settecentine, tra le quali ricordiamo Giacomo Ticino, In Universam Sacram Scripturam Commentarius Sex Tonis Comprehensus, Neapoli, apud Antonium Cervonium, 1775 e A. Ludovico Muratori, Annali d’Italia, Napoli 1782;
d) quattrcentosettantatrè opere del XIX secolo.
Vi sono inoltre specifici reparti di consultazione generale con opere di storia locale, letteratura artistica e filosofica, cronistoria francescana ed un importante emeroteca.

La biblioteca “S. Antonio Dottore” è inserita nel circuito “Bibliorete” della Biblioteca Provinciale di Salerno:

http://www.bibliotecaprovincialedisalerno.com/bibliorete.html